Lilith-Luna Nera L’integrazione dell’Ombra

 

Una leggenda antica narra che la prima moglie di Adamo non fosse Eva ma Lilith, creata dalla stessa sostanza del compagno e a questi contemporanea nella nascita.

Nella Bibbia infatti ci sono due versioni riguardo la creazione dell’uomo: nel primo capitolo della Genesi viene scritto:
“Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò “(Genesi, 1:27 ).
Se ne deduce che Adamo avesse insiti in sé il principio maschile e quello femminile, un androgino completo di tutte le parti sessuali.

Nel secondo capitolo si ripete poi, con parole diverse, prima la creazione dell’uomo con polvere del suolo (Genesi 2:7) e poi, dalla costola di Adamo (Genesi 2:22), la creazione della donna chiamata Eva.
Quindi nella Genesi I Adamo è maschio e femmina, nella Genesi II appare la femmina Eva. Quindi Lilith va ricercata nella Genesi I e la parte femminile di Adamo si riferisce proprio a lei.
C’è un passo specifico della Genesi II che ci fa capire che c’è una compagna prima di Eva: “..questa volta è osso delle mie ossa e carne della mia carne” ( Genesi II, 22-25 ).
Il “questa volta” fa presupporre un’esperienza precedente non proprio gradita ad Adamo che invece “questa volta” gioisce.
Infatti Lilith, ” piena di sangue e saliva “, risultava sgradevole ad Adamo, provocando in lui angoscia. Il sangue è una allegoria per far capire il carattere sensuale, vitale e istintivo della donna.
Una donna pericolosa per Adamo, che dopo il primo rapporto sessuale scatena l’angoscia in lui, facendolo allontanare dalla divinità. La colpa di questo viene attribuita solo a Lilith, al suo lato diabolico; Lilith è la seduttrice, colei che la Chiesa considererà lo strumento del diavolo, cioè la Strega.

 

Prima ancora che nell’Antico Testamento, il mito di Lilith compare nelle antiche religioni mesopotamiche ed ebraiche.
Nell’antica Babilonia era venerata con i nomi di Lilitu, Ishtar o Lamaschtu; rappresentava un aspetto della Grande Dea e la sua descrizione è sempre positiva.
Nella mitologia ebraica, invece, assume una connotazione femminile negativa: diventa il demone della notte, compagna di Satana, assassina di bambini e ingorda di uomini.
La testimonianza dell’esistenza di Lilith si ritroverebbe nell’Alfabeto di Ben Sirà, testo medievale anonimo ispirato dalla Saggezza di Sirach.
È stato datato tra il 700 e 1000 D.C. e racconta una versione diversa della creazione.
Qui è infatti scritto che: “Dio ha creato Lilith, la prima donna, come aveva creato Adamo. Dalla stessa terra lì creò, ma per Ella fece eccezione, usando anche sporcizia e sedimenti e non solo polvere dura”.
La prima donna sarebbe, dunque, stata fatta di un impasto diverso e più sporco rispetto all’uomo. Questa versione giustificherebbe il suo atteggiamento, che non era esattamente quello della docile casalinga.
Infatti, sempre secondo quanto riportato dall’Alfabeto di Ben Sirà e secondo quanto scritto in altri testi come lo Sefer ha-Zohar e il Libro dello Splendore, Lilith non accettò di essere fatta per procreare, tacere ed essere compagna di Adamo. Al contrario, voleva tenergli testa e dominarlo: “Ella disse: ‘Non starò sotto di te!’, ed egli disse ‘E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra.”

L’atteggiamento di Adamo provocò in Lilith sdegno e furia, al punto che decise di invocare Dio, facendone il nome a gran voce: ciò era considerato un atto irrispettoso, specie se compiuto da una donna, e portò all’immediata punizione della prima donna, che venne mandata via dall’Eden.

Ci sono almeno tre versioni riguardo il destino di Lilith fuori dall’Eden: la prima la vuole confinata nelle grotte del Mar Rosso, dove vivrebbe tutt’ora dedicandosi a riti pagani in piena armonia con la natura.
La seconda versione, invece, la vuole come amante di ogni demone del mondo: in sostanza, una volta uscita dal Giardino di Dio, avrebbe giaciuto con i demoni presenti sulla terra per dimostrare di non aver bisogno della grazia divina.

Una terza versione, dice che a Lilith poteva essere permesso il ritorno nell’Eden a patto che fosse diventata protettrice di tutti i neonati. Lilith, però, lo vide come un affronto: prendersi cura di figli non suoi sarebbe stata una punizione. Pare dunque che si spinse lontano lontano, fino a incontrare il demone Asmodeo.
Tra i due fu subito amore o, almeno, qualcosa di simile: pare che si scelsero come compagni e che Lilith diede vita a molti Lilim, ovvero demoni bambini, chiamati anche jinn.
A questo punto, pare che ancora una volta Dio tentò di riportarla indietro: incaricò tre angeli, Senoy, Sansenoy e Semangelof, di cercarla. I tre, però, non usarono la strategia giusta: le ingiunsero di tornare minacciandola di morte, ma lei rispose che non sarebbe potuta tornare da Adamo dopo aver avuto una relazione con un demone e che non sarebbe mai potuta morire, perché divenuta immortale.
A quel punto, gli angeli le dissero che avrebbero ucciso tutti i suoi figli: e lei disse che se così fosse stato, avrebbe riservato lo stesso destino a qualsiasi figlio di Adamo. Supplicò infine i tre angeli di andarsene, dicendo che avrebbe vissuto lontana dall’ex compagno e che in futuro il solo nominare i nomi degli angeli sarebbe bastato a placare le sue ire contro eventuali discendenti umani.

Un’altra versione ancora vuole Lilith come compagna di Lucifero. In sostanza, pare che Lilith a un certo punto si sia spostata lontana, lontana, sempre più lontana dai luoghi che solitamente abitava. Questo vagare, la portò, per caso o per destino, a incontrare un angelo senza forze, bellissimo e con le ali apparentemente spezzate: era Lucifero, caduto dal Paradiso, mandato via da Dio.
La leggenda dice che i due si curarono reciprocamente le ferite e diedero vita a una stirpe di demoni.
Lilith divenne così nell’immaginario comune sinonimo di male.

Non ci vuole molto ad individuare nel mito di Lilith la paura dell’uomo nei confronti di una donna che non si conforma alle sue leggi e al sistema patriarcale.
In Lilith riecheggiano tutti i timori al maschile per una donna che dice “no”, che non si lascia sottomettere.

La sua figura è dunque espressione della ribellione e dell’emancipazione femminile. E’ qualcosa che turba e che distrugge, come un demone.
E’ la donna che rivendica i propri diritti, alla pari di Adamo, e lo fa ribellandosi alla posizione sottomessa nel rapporto sessuale.

Lilith è divenuta nell’era moderna simbolo di femminilità schiacciata dal sistema patriarcale maschilista e poi tornata padrona di sé stessa, senza alcun vincolo e libera di godere delle sue passioni.

Naturalmente quella di Lilith è un’immagine archetipica e come tale alberga nelle profondità del nostro inconscio, ma non è l’unica figura archetipica presente in noi.

Trasformata dalla mitologia ebraica in un furioso demone che tormenta le notti degli uomini, Lilith raccoglie in sé tutti i tratti oscuri e distruttivi che sembrano raccogliere la testimonianza di un’antica paura, ovvero quella del sovvertimento degli schemi tradizionalmente imposti. Lilith rappresenta l’archetipo della donna riluttante alla sottomissione e si carica nel tempo di tutti gli aspetti negativi della femminilità presenti nell’immaginario popolare: adulterio, stregoneria e lussuria.

Un’interpretazione di tipo antropologico tende a mostrare come Lilith e altre figure femminili legate alla divinità siano state demonizzate dalle religioni patriarcali, probabilmente come risposta alla necessità di sgomberare il campo dai residui di antichi culti di tipo matriarcale.

Una interpretazione di tipo psicologico invece ci dice che la rabbia demoniaca di Lilith e il rifiuto-abbandono vissuto da Adamo, sono le ferite principali dei due sessi.
Lilith, dopo il rifiuto di Adamo a considerarla sua pari, fugge via e lui, rimasto solo, la prima notte senza Lilith nel letto viene colto dalla sensazione angosciosa dell’abbandono.
Infatti Dio e i suoi angeli cercano di farla tornare ma lei si ribella anche a Dio che la punisce sterminando i suoi figli.
Lilith ha dichiarato guerra al Padre e dal quel giorno non c’è più pace per l’uomo.

La nostra cultura vuole Eva e non Lilith.

Lilith è l’ombra, l’insieme degli aspetti negati e repressi nel profondo inconscio; dare voce all’ombra, riconoscerla, accettarla e integrarla è il compito principale per donne e uomini che vogliono fare la pace.

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