RICAPITOLAZIONE per RECUPERARE le tue energie vitali COS’E’ E COME SI ESEGUE

La Ricapitolazione o “Ventilare l’evento”

una delle arti degli sciamani del Messico Antico

per ripulire i legami che ci condizionano

con il passato e la nostra storia personale

Evento GRATUITO in diretta facebook
6 – 13 – 20 APRILE 2020
dalle 20.30 alle 21.15

conduce Surya Cinzia Donnoli

Lo scopo e l’intento della ricapitolazione è quello di liberare l’energia rimasta intrappolata o cristallizzata dalla storia personale e dalla socializzazione per renderla di nuovo disponibile al nostro corpo energetico.
Questa tecnica è stata trasmessa da generazioni dagli antichi veggenti toltechi sino al lignaggio di Don Juan Matus e da questi a Carlos Castaneda e pochi altri che l’hanno divulgata in occidente.

La ricapitolazione utilizzata dai Toltechi e dagli sciamani del Messico Antico serve a rimuovere gli effetti delle memorie che si sono accumulate tramite la nostra storia personale (e famigliare) nel nostro corpo fisico ed energetico. La presenza di queste memorie, che possono essere sia individuali che familiari (ed oggi sappiamo anche trans generazionali), condizionano il nostro libero agire al punto che talvolta agiamo e reagiamo alle situazioni della vita di tutti i giorni seguendo in automatico dei modelli pre-programmati, anche quando le circostanze richiederebbero un altro genere di risposta e di alternativa.

Quando nasciamo il nostro campo energetico è integro e “pulito”, escludendo per ipotesi da principio un eventuale irretimento familiare o eventuali traumi che si dovessero manifestare già alla nascita.  La nostra storia personale, fatta di esperienze, relazioni emotive, incidenti, traumi, e altri avvenimenti, ha comportato uno scambio energetico con la realtà circostante e con le persone con le quali abbiamo interagito in quel particolare contesto ed evento.

Questo scambio di energia risulta essere tanto più importante quanto più intenso è stato il livello di attivazione del nostro campo energetico, ovvero il livello di coinvolgimento fisico ed emotivo con le persone o la situazione che abbiamo vissuto e l’impatto emozionale che ne è conseguito. Un po’ di energia si lascia nelle cose, un po’ attraverso le preoccupazioni o le profonde emozioni che abbiamo condiviso con le altre persone in quell’evento.

L’evento vissuto con particolare intensità crea una gestalt (unità funzionale) dell’esperienza aggregando attorno a sé elementi provenienti sia dall’evento realmente accaduto (aspetti fisici, emozionali, spirituali) sia altri non correlati direttamente ma provenienti da eventi similari direttamente o indirettamente vissuti (o vissuti anche da un familiare o da una persona a noi cara).

Queste unità funzionali di esperienza formano dei modelli di riferimento, consapevolmente o meno, ai quali attingiamo ogni qualvolta si ripresentano circostanze simili all’evento originario che ha creato quel modello.

L’effetto dunque dell’accumularsi di questi modelli tramite la nostra storia personale comporta:

  • Una perdita di energia: il ripetersi ossessivo delle nostre reazioni alimenta e stabilizza sempre di più il modello di riferimento, per fare questo investiamo energia!
  • Il nostro “punto di unione” o di assemblaggio consolida la sua posizione nel posto fisso stabilito dal modello, questo determina una fissità percettiva e, in talune circostanze, quello che alcuni studiosi hanno chiamato il “punto cieco”. Ad esempio, se il mio modello è basato su una mancanza di autostima che mi impedisce di trovare un lavoro soddisfacente, qualora si presenti l’opportunità non sono in grado di vederla e di coglierla. Se ho subito un trauma da incidente sul lato destro, farò fatica a guardare a destra (oppure avrò spesso incidenti sul lato destro o difficoltà con tutto ciò che il lato destro rappresenta).
  • Coazione a ripetere e rivivere l’evento che ha causato originariamente la creazione di quel modello. Il modello ha un suo campo energetico che “attira” circostanze che vibrano alla medesima frequenza. Il modello inoltre è costituito da memorie, dunque la nostra fedeltà al modello ci porta a rivivere le stesse esperienze, spesso tragiche e drammatiche, dell’evento scatenante originario (essendo questi avvenimenti quelli dotati di maggior impatto fisico, emozionale, psicologico e spirituale).
  • Fedeltà ai modelli equivale a riproporre continuamente la stessa rigidità fisica, emotiva, psicologica e spirituale e, in generale, percettiva impedendoci di vedere altre possibilità, di cogliere altre alternative.

Modelli e Memoria

Per anni gli scienziati hanno dimostrato che il cervello è diviso in aree specificatamente responsabili dei vari sensi, una per la vista, per l’olfatto, il gusto ecc. Si supponeva che anche i ricordi dovessero essere registrati in specifiche aree del cervello come tracce degli eventi vissuti nella storia personale di un individuo. Diversi esperimenti hanno messo in dubbio la validità di questa teoria e nonostante i cospicui investimenti fatti nel campo della ricerca sono state trovate ben poche prove di una memoria completa che ha la sua collocazione nel cervello.

Oltre a ciò, molti ricercatori ci dicono che l’idea che “puoi sapere che cosa è successo perché te lo ricordi” è un’illusione prodotta da un bisogno umano di ricavare un significato dai vari elementi dell’esperienza. Non ad immagini fisse registrate da qualche parte della mente dunque si tratta quando facciamo affidamento alla nostra memoria ma piuttosto ad una ricostruzione attualizzata nel presente nella quale ci possono essere si frammenti dell’evento originario, ad esempio una vacanza al mare di dieci anni fa, ma anche componenti reali o fantasiosi o attinti da altre realtà non ordinarie che condividono con l’evento realmente vissuto (la vacanza al mare) stati emozionali, fisici o mentali simili all’evento originario. E’ quello che il premo Nobel per i suoi lavori di immunologia Gerald Edelman ha coniato con il termine “il presente ricordato”.

La memoria dunque sembra essere più un particolare tipo di percezione che non l’impronta precisa di un evento. Non una registrazione continua e coerente di qualcosa che è realmente accaduto ma piuttosto un processo di assemblaggio di elementi della nostra esperienza in un tutto coerente e organizzato, una sorta di “compilation” di elementi presi da varie esperienze.

Questa compilation è ciò che possiamo chiamare modello. Come si creano i modelli ci spiega anche i principi su cui si basa la Ricapitolazione avente la finalità di andare a “smontare” questi modelli e i presupposti sui quali sono stati edificati.
Qui di seguito il meccanismo di creazione e attivazione di un modello:

  1. Un evento fondante (vissuto nella realtà ordinaria, non ordinaria, in questa vita o in altre)
  2. L’evento arriva a noi tramite un input sensoriale o informativo connotato da un livello di attivazione o eccitazione e da un conseguente impatto emotivo. A questo si associa una posizione fisica, una respirazione (che è legata allo stato di coscienza che viene vissuto in quella circostanza), un dialogo interno (che nel modello origina poi una “forma pensiero”).
  3. L’evento, ed il conseguente impatto su di noi, è spesso il risultato del nostro rapporto con altre persone che per circostanze sincroniche (o di destino) si trovano a condividerlo con noi in quel momento (esempio, un incidente o una nascita), in quel luogo della nostra vita.
  4. Se il livello di attivazione e di coinvolgimento emotivo è sufficientemente elevato, questo evento aggrega attorno a sé parti di esperienza (precedentemente vissute o attinte da altre fonti) e frammenti di coscienza che costituiscono le componenti di un possibile “modello” di rifermento:da questo istante in poi, in circostanze simili (per intensità, percezioni, informazioni, contesto o persone presenti) quel modello ci fornirà una soluzione di riferimento, poco importa se esso conduce ad un esito “virtuoso” (ovvero a guarigione, arricchimento, consapevolezza, maggior energia, ecc..) o “vizioso” (ovvero a ripetizione dell’angoscia emotiva, del trauma, del dolore, della sofferenza, ecc.). La soluzione nota, anche se arreca danno e malessere, per talune persone è comunque meno paurosa di quella ignota, anche se potrebbe contenere di certo una alternativa salutare e salvifica.
  5. I modelli condizionano e impongono i nostri comportamenti: ogni qualvolta ci ritroviamo a vivere situazioni simili (reali o percepite come tali) a quelle originarie, si creano impulsi scatenanti che attivano il modello e di conseguenza le soluzioni e le risposte in esso memorizzate. Non dobbiamo pensarci, avviene in automatico!

Se passiamo in rassegna gli eventi significativi della nostra vita, per intensità emotiva e che ricordiamo meglio di altri (“nel bene” e “nel male”), scopriremo che nella maggior parte dei casi riguardano la nostra interazione con altre persone, dunque il nostro essere sociale, la nostra socializzazione. La nostra storia personale è fatta perlopiù di momenti di totale adesione o rifiuto della realtà consensuale (o familiare), ma il rifiuto totale o la totale adesione è lo stesso modo per riaffermare il nostro legame affettivo, la nostra lealtà. Lo stesso vale per le relazioni umane e affettive.

“La ricapitolazione separa l’incarico datoci dall’ordine sociale dalla nostra forza vitale;
le due cose non sono inseparabili”
(C.Castaneda)

Quindi la pratica della Ricapitolazione è composta da alcuni passi fondamentali:

1. Scelta del tema (evento o una persona) da ricapitolare. Si sceglie un tema del quale si sente il bisogno di portare alla luce un eventuale modello ripetitivo per poi scioglierlo (esempi: i rapporti affettivi, sessuali, il lavoro, il rapporto col denaro, con l’autorità, con il mio corpo fisico ecc…) oppure un evento significativo (esempi: la morte di mio padre, la nascita di mio figlio, la perdita del lavoro, la rottura con un socio o collega, un incidente stradale ecc..). Questo lavoro si può fare su un singolo evento, del quale si sente la necessità, oppure facendo un elenco di tutti gli eventi significativi della propria vita, in ordine cronologico dal più vecchio al più recente, e si comincia dal primo della lista fino alla fine.

“Il primo passo consiste in un breve elenco di tutti gli eventi della vostra vita che risaltano in modo ovvio per essere riesaminati.
Il secondo passo consiste nel ricordare in modo più dettagliato”
(Carlos Castaneda).

2. Respiro spazzante. In questa fase si può inserire la “respirazione spazzante”, una particolare respirazione che scioglie e libera le fibre energetiche che ci legano all’evento. Il corpo dirà quando ne ha abbastanza.

“L’elemento chiave della Ricapitolazione è la respirazione. Il respiro… è magico”
(Carlos Castaneda).

3. Giunti a questo punto, se si dovessero ripresentare le stesse circostanze che hanno condotto all’evento originario, abbiamo una alternativa, un’altra via di uscita che non sia quella prefissata dal modello al quale abbiamo avuto accesso tramite la Ricapitolazione, perchè ora ne siamo più consapevoli. Una nuova posizione del corpo, del respiro, nuove azioni e propositi, un nuovo dialogo interno o nessun dialogo.

E’ importante in questa fase scrivere i nuovi passi che si vogliono realizzare, nuove azioni o comportamenti venuti alla luce dopo la ricapitolazione e usare tutta l’energia e l’intento per prendere nuove decisioni.

Può capitare che si avvertano durante la ricapitolazione una serie di “resistenze” a continuare, resistenze spesso poste dalla mente come ostacoli, mancanza di volontà, perdita di scopo, difficoltà ad affrontare situazioni dolorose o difficoltose della propria vita. E’ la mente razionale che teme di perdere il controllo, avverte che state accedendo ad altre risorse alle quali lei non ha accesso, è il vostro “veggente interno”, il vostro corpo energetico, molto più potente e per questo lo teme. Non cedete a queste debolezze, la ricapitolazione ha un effetto cumulativo, più andate avanti più gli effetti si manifestano velocemente ed efficacemente e la mente dopo un pò molla la presa.

A breve o medio termine potrete avvertire o assistere a questi benefici, in elenco alcuni, anche se gli effetti sono ovviamente soggettivi, dipendono dal lavoro che si è fatto, dagli eventi soggetti a ricapitolazione e a noi stessi:

  • Rottura degli schemi ripetitivi: si ha accesso a nuove opportunità
  • Spostamento del “Punto di Unione”, maggiore fluidità percettiva
  • Accadono sempre dei cambiamenti nelle relazioni con le persone che avete ricapitolato (attenzione  a non ricapitolare i rapporti che si vogliono conservare, lasciare la propria madre per ultima)
  • Senso di completezza, integrità
  • La nostra attenzione si sposta dal passato al presente (come disse Castaneda, ci si sposta dall’ultima carrozza del treno osservando i binari della propria vita che scorrono all’indietro alla prima, quella del conducente, dove si coglie l’attimo che arriva, in ogni istante)
  • Aumenta il silenzio interno (assenza di giudizio)
  • Aumento dell’energia a disposizione
  • Aumento dei sognare e dei sogni consapevoli
  • Maggiore rilassatezza e distacco emozionale dagli eventi

Occorre disciplina e coraggio

La ricapitolazione è lo strumento più efficace per recuperare l’energia che abbiamo perduto per strada, chiudere e lasciare cadere i vecchi assunti, rapporti, schemi e modelli e permettere al nuovo di arrivare e manifestarsi nella nostra vita ma ci vuole coraggio, disciplina, costanza e fiducia.

Questa tecnica è di origine sciamanica e lavora esclusivamente sul piano energetico della persona,
non intende sostituirsi ad alcuna cura o terapia medica o psicologica in corso.

Cos’è la Ventilazione spazzante?

Si tratta in pratica di eseguire una respirazione consapevole fatta da lunghe esalazioni mentre la testa esegue una rotazione – dolce e lenta – da destra a sinistra e da lunghe inalazioni eseguite riportando la testa indietro, da sinistra a destra.

Don Juan definiva questo atto di muovere la testa “ventilare l’evento” perché il tutto deve essere eseguito ripercorrendo mentalmente l’evento o la persona su cui vogliamo lavorare. Nell’inspirazione portiamo a noi le energie che abbiamo necessità di reintegrare (questa tecnica è ottima quando c’è da fare una pulizia emotiva dopo una separazione), mentre nell’espirazione lasciamo andare le energie non integrabili connesse a ciò che stiamo pulendo (ad es. le energie personali che un’altra persona aveva proiettato su di noi).

N.B. Talvolta viene fatto eseguire invertendo l’abbinamento tra le rotazione e la fase respiratoria, ma ciò che importa veramente è l’intenzione che noi gli associamo.

Secondo gli insegnamenti sciamanici è importante recuperare l’energia che abbiamo disperso lungo il nostro viaggio nell’esistenza, in quanto ogni persona che abbiamo incontrato può aver assimilato e portato con sé un po’ della nostra energia. Allo stesso modo è importante allontanare dal nostro campo psichico ed energetico tutte le energie e le impressioni che gli altri hanno lasciato su di noi e che noi non siamo in grado di integrare.

Leggiamo la testimonianza diretta di Carlos Castanenda come è riportata nel libro “L’arte di sognare” 

“Anni prima, Don Juan mi aveva allenato a fare un elenco di tutte le persone che avevo incontrato nella mia vita, cominciando dal presente. Lui mi aiutò a sistemare il mio elenco in un modo ordinato, suddividendolo in aree di attività, come i lavori che avevo svolto, le scuole che avevo frequentato. Poi mi guidò ad andare, senza deviazioni, dalla prima persona del mio elenco fino all’ultima, rivivendo ognuna delle mie interazioni con loro”. “Don Juan mi ha insegnato che la ricapitolazione è accoppiata ad una respirazione ritmica e naturale. Lunghe esalazioni vengono eseguite mentre la testa si muove dolcemente e lentamente da destra a sinistra; e lunghe inalazioni vengono eseguite riportando la testa indietro da sinistra a destra. Lui definiva questo atto di muovere la testa da un lato all’altro ‘ventilare l’evento’. La mente esamina l’evento dall’inizio alla fine mentre il corpo ‘ventila’, sempre di più, tutto ciò su cui la mente si concentra.”

RICAPITOLAZIONE, per eseguire la pratica segui passo passo queste istruzioni:

Questa è la mia esperienza, l’insegnamento mi è stato trasmesso personalmente da un amico sciamano/musicista Cileno.
Gli effetti che ho potuto verificare facendola sono molto potenti e
continuo a condividerla per dare la possibilità a tutti di fare questo incredibile ed efficace lavoro energetico…

Quindi, per avere un futuro fuori dal controllo degli eventi passati devi prima ricordare e poi ripulire dal passato…prendi un quaderno e…

Puoi Comincia facendo un elenco di tutte le tue relazioni in cui ci sono state sensazioni spiacevoli, traumatici o eventi in cui sono coinvolte altre persone dal momento presente andando indietro nel passato fino a quando eri bambino/a…e poi procedi in questo modo:

  1. Fai delle liste con eventi che riguardano una precisa situazione, emozione, persona, pensiero, credenza limitante.
  2. Fai una lista con eventi positivi e negativi riguardo quella situazione o persona che hai scelto
  3. Fai una lista con gli eventi emozionali dolorosi che riguardano quella situazione o persona che vuoi ricapitolare

Per iniziare, fare un evento al giorno, c’è chi consiglia di farla la sera per lasciare che lavori nei sogni. Oppure al mattino in modo da fare delle pause durante il giorno per sentire cosa ti sta succedendo, scegli quello migliore per te.

Quando hai scelto l’evento o la persona su cui fare la Ricapitolazione e
l’hai esaminato su tutti gli aspetti allora sei pronto per iniziare

PRIMA DI ESEGUIRE LA RESPIRAZIONE  CON LA VENTILAZIONE SPAZZANTE

Crea lo spazio energetico a te congeniale, dove puoi stare in silenzio, magari accendere una candela e, dentro di te o ad alta voce con le mani giunte al centro del cuore fai questa invocazione o preghiera:

“QUESTO E’ IL MIO LUOGO SACRO DI GUARIGIONE, TUTTO CIO’ CHE LASCIO ANDARE DIVENTA CANALE DI LUCE E AMORE”

Inspiro ed espiro nel cuore AMORE per qualche minuto

Ora puoi iniziare la pratica per Ventilare l’evento

1. Testa a dx (spalla dx) e girando lentissimamente verso (spalla sx) sx succhio come da una cannuccia inspirando, immaginando di risucchiare quello che ho permesso all’altro verso di me, quello che ho lasciato nell’evento accaduto, tutto ciò che è rimasto intrappolato nella relazione e/o situazione… mi riprendo la mia energia.

Posso immaginare questa energia come una nebbiolina o una ragnatela, o come preferisci che entra nella mia bocca fino al cuore.

Espiro in modo naturale portando la testa verso il centro, mi rilasso (posso fare una pausa per osservare cosa succede dentro di me).

Riporto la testa a dx e ricomincio

Per 5-7 minuti, a piacere puoi anche continuare fino a che lo sentirai…

Ora prendi una breve pausa respirando nel cuore e osserva…

N.B. Non importa se non comprendi razionalmente, l’importante è l’intento iniziale, rimani con l’attenzione sulle emozioni, pensieri, visioni, sensazioni che la pratica fa emergere, durante e dopo.

2. Inspiro con la testa al centro, porto la testa a sx e girando lentissimamente verso (spalla dx) dx espirando con la bocca come a soffiare un sibilo, immaginando che ridò all’altro, alla persona o situazione a cui ho lasciato prendere la mia energia, ciò che non è mio, la sua credenza su di me, la mia credenza che ha creato la situazione, le credenze che mi hanno fatto agire secondo modelli ripetitivi inconsci.

Sempre immaginando questa energia sotto forma di nebbiolina o ragnatela o come preferisci.

Inspiro in modo naturale portando la testa al centro, mi rilasso (posso fare una pausa per osservare cosa succede dentro di me).

Riporto la testa a sx e ricomincio

Per 5-7 minuti, a piacere puoi anche continuare fino a che lo sentirai…

N.B. Non importa se non comprendi razionalmente, l’importante è l’intento iniziale, rimani con l’attenzione sulle emozioni, pensieri, visioni, sensazioni che la pratica fa emergere, durante e dopo.

Al termine torna al centro concludendo con la stessa preghiera/invocazione con cui hai iniziato, in silenzio o ad alta voce con le mani giunte al centro del cuore:

“QUESTO E’ IL MIO LUOGO SACRO DI GUARIGIONE, TUTTO CIO’ CHE LASCIO ANDARE DIVENTA CANALE DI LUCE E AMORE”

Ora rilassati e rimani ancora qualche minuto in silenzio per darti il tempo di ritornare alla tua quotidianità.

N.B. Non avere aspettative sul risultato, e soprattutto continua a ricapitolare sullo stesso intento se vedi che ancora provi forti emozioni, fino a che non ti sentirai distaccato/a… la vita ti mostrerà se hai risolto con messaggi ed eventi inaspettati, apriti con fiducia.

L’evento in diretta Fb sulla pagina IL GIARDINO DEGLI ANGELI sarà diviso in 3 incontri:

  • 6 aprile apprendiamo come procedere correttamente all’utilizzo della pratica e pratichiamo la ventilazione spazzante

  • 13 aprile lavoriamo su una credenza limitante

  • 20 aprile resettiamo una relazione non risolta

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Ci vediamo in diretta

Surya Cinzia